Cenni Storici:
La Comunità Montana Feltrina nasce nel 1973 e riunisce tredici comuni che condividono le stesse tradizioni, la stessa cultura, la stessa storia. L’insediamento umano è molto antico, infatti, in Val Rosna, nel Comune di Sovramonte, è stata ritrovata una sepoltura, primo esempio di corredo funebre, risalente almeno a 12000 anni fa. Per quanto riguarda l’epoca storica le popolazioni di origine retica furono romanizzate intorno al II secolo a.C. e Feltre, municipio romano, divenne ben presto il principale centro della zona. Sono diffuse, in tutti i paesi del circondario, le tracce lasciate dalla presenza romana. Degna di menzione è la Claudia Augusta Altinate, un'importante arteria viaria che doveva collegare la pianura veneta alla Rezia. La strada, iniziata dall’imperatore Druso intorno al 15 a.C., fu portata a termine dall’imperatore Claudio che ha dato il nome al tracciato. In realtà sull'esatto percorso della strada Claudia Augusta Altinate le ipotesi sono varie e diverse. Secondo una di queste ipotesi la via partiva da Altino e, superato Praderadego, raggiungeva Cesiomaggiore per proseguire, attraverso Lamon in direzione di Trento, Bolzano, Merano e Val Venosta. Alcuni studiosi ritengono invece che la strada salisse da Altino e, passando per Alano e Quero, giungesse a Feltre, piegando poi verso Trento. In alternativa a tali tracciati è stato ipotizzato che la Claudia Augusta Altinate seguisse la "sinistra Piave", toccando quindi la zona di Vas. Altre ipotesi indicano ancora diversi itinerari: il passaggio attraverso il passo S. Boldo, oppure la prosecuzione della strada in direzione Belluno anzichè verso Trento. In ogni caso, le tracce lasciateci - come il cippo miliario di Cesiomaggiore o quello di Fener o il ponte romano di Lamon - indicano che quest'area era organicamente inserita nel sistema viario romano che comprendeva naturalmente anche una serie di rami secondari come la via Paolina che attraversava Fonzaso.
Oltre alla Claudia Augusta Altinate sono rimaste altre importanti testimonianze del periodo romano e oggi, grazie ad una recente e funzionale risistemazione degli scavi, è visitabile un'interessante area archeologica cui si accede dal piazzale antistante la cattedrale di Feltre. Le invasioni barbariche, a più riprese, portarono sin qui i Visigoti, gli Unni, gli Eruli. Con i Longobardi di Alboino Feltre venne spostata sul colle dove si trova attualmente, in posizione arroccata e più facilmente difendibile. Dopo la dominazione dei Franchi queste terre conobbero vicende analoghe a quelle di molte parti d'Italia: il dominio imperiale, l'alternarsi di conquiste e domini, i vescovi-conti. Risale all’anno1100 la costruzione del santuario dei SS. Vittore e Corona, suggestivo complesso architettonico che domina ancora oggi la vallata d'accesso a Feltre. Nei secoli XIII e XIV si susseguirono le varie signorie, da Ezzelino da Romano (1248) a Francesco della Scala (1300), a Gian Galeazzo Visconti (1389). Il 15 giugno 1404 Feltre si sottomise spontaneamente a Venezia, repubblica che allora sembrava dare sufficienti garanzie di protezione e sicurezza. Un secolo dopo, però, nel corso della guerra di Cambrai, le truppe imperiali di Massimiliano distrussero Feltre; tutta la zona fu teatro di continui combattimenti e il castello di Castelnuovo, presso Quero, fu al centro di continue conquiste e riconquiste tra veneziani e imperiali. In seguito Venezia riprese in mano la situazione e si iniziò la ricostruzione di Feltre.
Con la caduta della Repubblica di Venezia (1797) tutta la zona visse le alterne vicende delle dominazioni napoleonica e austriaca. Il dominio asburgico durò dal 1813 fino alla terza guerra d'indipendenza (1866) in seguito alla quale il Veneto passò all'Italia. Nell'ultimo quarto dell’Ottocento vi fu una prima forte ondata di emigrazione da queste terre soprattutto verso le Americhe. Nel Novecento gli eventi della prima guerra mondiale hanno profondamente segnato il Feltrino che, dopo la disfatta di Caporetto, conobbe quasi un anno di occupazione austriaca e il Massiccio del Grappa divenne il centro di importanti e decisive operazioni militari. Numerosi sono i luoghi visitabili a memoria di questi eventi come il Forte Leone a Cima Campo, nel Comune di Arsiè, o il Cimitero Ossario di Cima Grappa cui si può salire anche dal Comune di Seren del Grappa, il cui territorio visse direttamente le fasi cruciali delle battaglie sul massiccio. Altrettanto dura fu l'occupazione nazifascista nel corso del secondo conflitto mondiale. Le truppe tedesche, il 13 settembre 1943, occuparono Feltre che, come tutto il Bellunese, fu inserita nella zona dell'Alpenvorland costituita dalle province di Bolzano, Trento e Belluno. Su questi monti agirono diversi gruppi partigiani (riuniti nella brigata "Gramsci") che opposero una strenua resistenza al nemico. Le rappresaglie e i rastrellamenti dei nazisti, come quello del Grappa nel settembre del 1944, furono il prezzo pagato per la riconquista della libertà, arrivata il 2 maggio 1945.
Feltre:
Le origini di Feltre sono molte remote: si parla di un insediamento etrusco e, con maggiore fondamento, di un antico centro retico. In epoca romana essa godette delle prerogative di municipium iscritto alla tribù Menenia. Feltre rivestì fin dall’antichità un ruolo importante come punto nodale di grandi vie di comunicazione: nel suo territorio passava la via Claudia Augusta Altinate che collegava la pianura veneta con il Trentino. Proprio per la sua posizione logistica, Feltre venne a trovarsi lungo uno dei classici itinerari delle invasioni barbariche e straniere in genere. Ciò la espose più volte, nel volgere dei secoli, a saccheggi e distruzioni ma i suoi abitanti seppero ogni volta farla rinascere dalle ceneri e dalle rovine.
Le Vette di Feltre:
Le Vette di Feltre costituiscono quel complesso montuoso che è compreso fra la Val Cismon, la piana feltrina, la Val Canzoi ed il gruppo del Cimonega e, a nord, la Val Noana. La prerogativa più singolare di questo gruppo è offerta dai caratteristici circhi di origine glaciale, le “Buse”, molto interessanti dal punto di vista geologico e botanico. La quota più elevata è il massiccio della Cima Dodici (m. 2367), tuttavia la vetta più nota, soprattutto per il superbo panorama, è la vetta del Pavone (m. 2335) dalla caratteristica forma di piramide. L’asse principale della cresta delle Vette corre da nord-est a sud-ovest. All’estremità nord-orientale si apre l’ampia sella del Passo della Finestra (m. 1766) dal quale la cresta dello Zoccare sale al Sasso di Scarnia (m. 2227). Da essa si distacca, verso sud, il massiccio del monte San Mauro (m. 1837). La cresta continua con il monte Ramezza (m. 2228) costituito a sud dalla Pietena (m. 2194). Ai piedi di queste cime si trova la caratteristica “Piazza del Diavolo” (riserva naturale), una conca invasa da un’immane congerie di enormi massi dovuta, probabilmente, ad un fenomeno tellurico. Questa zona, molto interessante anche dal punto di vista floristico, è stata popolata dalla fantasia popolare di spiriti e leggende paurose. Degna di menzione è, inoltre, la “Busa del Giaz” o “Giazera de Ramezza”: si tratta di una gigantesca ghiacciaia naturale che, in passato, veniva utilizzata per rifornire di ghiaccio la città di Feltre. Proseguendo sotto la cresta si giunge alla Busa di Pietena. Ma la “Busa” per eccellenza è quella delle Vette Grandi definita la “Busa delle Meraviglie” dominata dai fianchi della Cima Dodici, della Pietena, della Costa Piadoch e del Pavone. L’importanza naturalistica delle Vette di Feltre fu rilevata da insigni cultori fin dal XVII secolo e a dimostrarlo vi è anche una letteratura scientifica.
Economia:
Particolarmente importante per l’economia feltrina era la produzione di lana, diffusa e sviluppata già dal XIII secolo, che si è sviluppata grazie alla presenza della pastorizia di folte greggi ovine nelle montagne circostanti, soprattutto nella zona di Lamon. Sul Basso Feltrino (un tempo amministrativamente "territorio trevigiano"), a Quero ed Alano, si sviluppò, sin dal 1330, la produzione della lana continuando a fasi alterne fino al 1700. Oltre alla lana, il ferro battuto e il legname costituiscono attività economiche di rilievo per il Feltrino. In questi ultimi anni l'industria, il turismo, l'artigianato hanno consentito uno sviluppo che permette anche al Feltrino di essere organicamente inserito in un'area particolarmente dinamica dal punto di vista economico.
Monumenti:
Dal XVII secolo a Vas c'è una delle cartiere più importanti della Serenissima. I secoli XVII e XVIII hanno lasciato anche alcune pregevoli testimonianze architettoniche in diverse ville del territorio come ad esempio villa Bellati in località Le Case, villa Norcen a Dussano di S. Giustina, villa Pasole a Pedavena, villa Sandi a Paderno di S. Gregorio nelle Alpi.
FONTI:
www.feltrino.bl.it/opencms/welcome.act?dir=/opencms/opencms/CMF/
www.bellunovirtuale.com/fotofeltre/fotofeltre7.html
Piero Rossi, Il Parco Nazionale delle Dolomiti, Belluno, 1976.






